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30/09/2013 

   Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII

GIOVANNI PAOLO II E GIOVANNI XXIII

Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII saranno proclamati santi lo stesso giorno di primavera. Lo ha annunciato papa Francesco nel corso del Concistoro per la canonizzazione dei due beati

GIACOMO GALEAZZI
CITTÀ DEL VATICANO

Santi insieme i due pontefici ai quali Bergoglio maggiormente si ispira nella sua azione riformatrice e di apostolato nelle "periferie" esistenziali e geografiche. Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII saranno canonizzati il 27 aprile. Francesco ha comunicato la sua decisione nel corso di un Concistoro ordinario pubblico. Bergoglio ha annunciato la data parlando come di consueto in latino durante un concistoro ordinario pubblico per la canonizzazione dei beati Roncalli e Wojtyla, che si è svolto alle 10 nella sala del Concistoro del palazzo apostolico vaticano.  Il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione dei santi, ha dapprima ricordato, parlando in italiano, la figura dei due pontefici sottolineando i tempi di profonde trasformazioni nei quali hanno vissuto, la "mite fermezza" con cui hanno annunciato la "autentica dignità dell'uomo" il "dialogo" che hanno instaurato all'intero e all'esterno della Chiesa e, infine, il servizio alla "pace tra le nazioni" che hanno assicurato entrambi. Il porporato salesiano ha poi rammentato a grandi linee le biografie dei due futuri santi prima che Papa Bergoglio annunciasse la canonizzazione. Il papa argentino ha decretato che Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II siano inscritti nell'albo dei santi il 27 aprile 2014, seconda domenica di Pasqua o domenica "della divina misericordia".

La scelta di Francesco è caduta sulla domenica in albis, che è la Festa della Misericordia, solennità istituita da Wojtyla che nel 2005 morì alle 21.37 del 2 aprile, cioè ai primi vespri di domenica 3, data in cui quell'anno ricorreva la proprio la Festa della Misericordia. Come è noto, in giugno il Pontefice ha approvato il miracolo, attribuito all'intercessione del Beato Giovanni Paolo II e ha dispensato Giovanni XXIII dal processo relativo a un secondo miracolo dopo quello che ha portato alla beatificazione del 2000: la grazia concessa a suor Caterina Capitani guarita inspiegabilmente il 25 maggio 1966 a dalle conseguenze di una grave emorragia dopo che, oltre un anno prima, era stata sottoposta ad una resezione gastrica quasi totale.

Francesco ha deciso questa dispensa essendo così radicata e diffusa la fama della santità di Roncalli: a Sotto il Monte, ad esempio, nella casa natale, una stanza intera è colma di fiocchi rosa e azzurri inviati da coppie ritenute sterili che hanno avuto la gioia di un figlio dopo aver invocato il Papa Buono. Secondo il postulatore della causa, il francescano fra Giovangiuseppe Califano, la decisione «è il segno che il ricordo di Giovanni XXIII – il Papa che 50 anni fa ha convocato il Concilio Vaticano II – è sempre vivo in tutto il mondo. Anche se non viaggiò mai Oltreoceano, sappiamo che spesso inviò radiomessaggi ai Paesi dell'America Latina, si interessò dei problemi di quelle genti grazie anche ai missionari e alle nunziature. E poi sicuramente ci furono contatti con la presidenza degli Stati Uniti, testimoniata anche dal fatto che Giovanni ricevette fra gli altri la moglie di Kennedy, Jacqueline, e il presidente Lyndon Johnson».

Per quanto riguarda la canonizzazione di Papa Wojtyla, essa avviene a meno di dieci anni dalla sua morte, quasi un record perché solo Sant'Antonio da Padova, morto il 13 giugno 1231, ha fatto più in fretta: la solenne cerimonia si tenne nella cattedrale di Spoleto il giorno di Pentecoste del 1232 alla presenza di Papa Gregorio IX. In questo caso, l'istruttoria sul miracolo è stata accuratissima. Si tratta della guarigione di una signora del Costa Rica, Floribhet Mora, inspiegabilmente risanata da una paralisi cerebrale il primo maggio 2011, giorno della beatificazione di Wojtyla, una circostanza che è all'origine di numerose conversioni tra i testimoni del fatto. Anche su questo importante evento, infatti, la linea di Francesco è la stessa di Benedetto XVI che aveva concesso la dispensa papale, evitando un'attesa di cinque anni per l'inizio della causa, aperta dal cardinal Camillo Ruini, allora vicario di Roma, già nel giugno del 2005.

Sei anni dopo è arrivata la beatificazione e domani sarà fissata la canonizzazione che, è evidente, non è stata dunque decisa «a furor di popolo», come era stato richiesto dalla folla fin dal giorno delle esequie del Papa polacco, quando l'allora cardinale Joseph Ratzinger invitò il mondo intero a rivolgere il suo sguardo alla «finestra del Cielo» da cui Giovanni Poalo II avrebbe continuato a parlarci, come per 27 anni ha fatto ogni domenica all'Angelus, affacciandosi su piazza San Pietro. «Santo subito» era infatti uno slogan affascinate ma anche rischioso. Il rigido iter fissato per le canonizzazioni proprio da Karol Wojtyla e aggiornato senza stravolgimenti da Benedetto XVI è stato dunque scrupolosamente rispettato.

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