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Nuovo articolo su Radio Spada

  by MastroTitta

No, non è il titolo di una canzone di Battisti, è il giorno de “Dedicatio sancti Michaelis”.

Aiuto dell'umanità.

La Chiesa sa pure che a questi spiriti consacrati al servizio di Dio è stato affidato un ministero al fianco di coloro, che devono raccogliere l'eredità della salvezza (Ebr 1,14). Senza attendere la festa del 2 ottobre, dedicata in modo speciale agli Angeli custodi, la Chiesa già oggi chiede a san Michele e ai suoi Angeli di difenderci nei combattimenti che dobbiamo sostenere (Alleluia della Messa; Preghiera ai piedi dell'altare dopo l'ultimo Vangelo). Chiede ancora a san Michele di ricordarsi di noi e di pregare per noi il Figlio di Dio, perché nel giorno terribile del giudizio non abbiamo a perire. Nel giorno terribile del giudizio il grande Arcangelo, vessillifero della milizia celeste, difenderà la nostra causa davanti all'Altissimo (Antifona del Magnificat ai secondi Vespri) e ci farà entrare nella luce santa (Offertorio della Messa dei defunti).

 

Nella storia sono stati diverse le persone che hanno deciso di ufficializzare le proprie comunità politiche, il giorno dedicato al Principe Glorioso. Qualcuno aveva addirittura formato una legione in Suo onore.

Ma questa è storia e la si conosce, più o meno.

Ciò che è meno conosciuto è il giuramento che viene pronunciato all’ingresso di queste comunità politiche ed umane; o magari chi lo conosce e lo recita, non viene messo pienamente al corrente  del significato del gesto solenne che s’appresta a fare.

A comprendere cosa sia un giuramento ci aiuta il Catechismo della Chiesa Cattolica. 

  All'insegnamento di San Pio X, è doveroso accostare le parole del profeta Geremia che ci ha lasciato scritto: 

Giurerai, viva il Signore, con verità, con ponderazione e con giustizia" (Ger 4,2).

 

Al primo posto nel giuramento deve stare la verità, in quanto l'asserzione giurata deve essere vera e chi la emette la sappia tale, non per una leggera o temeraria congettura, ma in forza di saldissimi argomenti.

Anche il giuramento promissorio esige la verità, dovendo colui che promette avere il proposito saldo di mantenere a suo tempo la promessa. L'uomo probo non si disporrà mai a promettere cosa contraria ai santissimi precetti di Dio e quel che avrà promesso di fare con giuramento giammai lo muterà, a meno che la situazione di fatto non sia così sostanzialmente cambiata che mantenere la promessa significherebbe incorrere nell'ira di Dio offeso. 

Segue il giudizio ponderato:

non si deve giurare avventatamente, ma a ragion veduta. Chi vuol giurare, rifletta anzitutto se ce n'è la necessità e consideri la situazione in tutti i suoi aspetti, per accertarsi che veramente esige il giuramento. Tenga conto del tempo, del luogo e di tutte le altre circostanze. Non si faccia trascinare da odio, da amore o da qualsiasi altro perturbamento spirituale, ma solo dalla necessità delle cose.

Se simile accurata indagine non sarà stata premessa, il giuramento sarà senza dubbio temerario, com'è quello di coloro che per le cose più futili, senza alcun serio motivo, quasi per una pessima consuetudine contratta, giurano a ogni istante. Così fanno ogni giorno venditori e compratori: quelli per vendere a più alto prezzo, questi per comprare a più basso; gli uni e gli altri esaltano o deprezzano, giurando, la mercanzia. 

Infine la giustizia:

chi promette il disonesto e l'ingiusto pecca giurando e accumula peccato su peccato, se mantiene la promessa. Abbiamo di ciò un esempio nel Vangelo, dove si narra del re Erode che, vincolato da una perfida promessa, donò in premio alla ballerina la testa di san Giovanni Battista (Me 6,23). E può ricordarsi anche il giuramento degli Ebrei che, secondo il racconto degli Atti degli Apostoli, giurarono di non mangiare finché non avessero ucciso san Paolo (23,12).

Chi rispetti tutte queste clausole e circondi il giuramento con queste condizioni, come altrettanti presidi, potrà con tranquilla coscienza giurare, come si può mostrare con molti argomenti.

Chi invece mancasse anche solo di una di queste clausole, giurando, si condanna inesorabilmente al fallimento, al pari di chi lo dovesse infrangere, per interesse personale o per compromesso.

Se questa spiegazione risulta complicata,  la Scrittura ci illustra e mostra come gli stessi luminari della Chiesa, i santissimi Apostoli, ricorsero al giuramento, come risulta pure dalle lettere di san Paolo. Si aggiunga che gli stessi angeli giurano talora, poiché è detto nell'Apocalisse di san Giovanni Evangelista che un angelo giurò nel nome di colui che vive nei secoli (10,6). Anzi giura Dio stesso, signore degli angeli. Leggiamo infatti nel Vecchio Testamento che Dio ripetute volte corrobora con giuramento le sue promesse ad Abramo (Gn 22,16; Es 33,1) e a David, il quale esclama a proposito del giuramento di Dio: "Ha giurato il Signore e non se ne pentirà: "Tu sei sacerdote in eterno, secondo l'ordine di Melchisedec" " (Sal 109, 4).

Abbiamo voluto riportare queste considerazioni al fine di chiarire la posizione che si assume nel sottoscrivere un giuramento, affinché  ciascun lettore rifletta bene sul significato delle proprie azione . Perché  nulla è più pernicioso della spavalda sicurezza d'animo. A tal proposito  Gesù stesso ci ricorda che 

 Non giurare per la tua testa, perché non puoi far bianco o nero un solo capello. Ma sia il vostro parlare: sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno (Mt 5,36- 37)

Parole che parafrasate, si leggono nel Santo nome dell'Arcangelo Michele, il quale è stato insignito del titolo di Principe solo dopo aver riconosciuto la propria condizione di creatura. 

Utilizzate il giuramento solo in situazioni eccezionali, non per vana gloria personale o megalomania, ma come ci insegna San Paolo,  in quel momento, considerate il vostro impegno solo ed unicamente come strumento necessario per comprovare la giustizia e l'innocenza dell'uomo, in quanto privilegiata creatura di Dio.

Appunti ed approfondimenti.

 

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