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31/03/2014 

 Un pellegrinaggio di cattolici in Cina

(©REUTERS) UN PELLEGRINAGGIO DI CATTOLICI IN CINA

Molti siti cinesi rilanciano omelie, catechesi e discorsi del Pontefice. Una predicazione che diventa un sostegno prezioso e discreto per i battezzati nell’ex Celeste Impero

GIANNI VALENTE
ROMA

Papa Francesco è già sbarcato in Cina, senza controlli alla frontiera. Le autostrade digitali che portano all’ex Celeste Impero per lui sono aperte. Il flusso continuo della sua predicazione, delle sue catechesi, dei suoi discorsi arriva  senza filtri alle diocesi, alle parrocchie e alle dimore dei cattolici cinesi, per il conforto  spirituale di milioni di battezzati. E non solo per loro.

Da quando Jorge Mario Bergoglio è diventato vescovo di Roma, continuano a moltiplicarsi i siti internet cinesi che rilanciano con cadenza quotidiana le parole chiave e i messaggi che il Papa rivolge in ogni circostanza utile al popolo di Dio. Un fenomeno che esprime l'interesse e l'attesa suscitati anche in Cina dal magistero day by day del Papa, a partire dalla brevi e preziose sintesi delle omelie mattutine di Santa Marta curate da Radio Vaticana.

Alcuni dei siti funzionano come veri e propri portali-archivio. Sul sito  www.chinacath.org, cliccando sulla voce “Santa Sede” si ritrovano i discorsi papali, le parole pronunciate all’Angelus, le udienze del mercoledì, insieme con tante notizie sulla attività di Papa Francesco. In questi giorni, messa in grande risalto c’è ancora la risposta sulla Cina e sullo scambio di messaggi con il Presidente della Cina popolare di cui il vescovo di Roma ha parlato nell'intervista concessa al Corriere della Sera. E in una sezione del portale si ritrovano raccolti i link a decine di siti diocesani e blog cattolici in cinese, molti dei quali a loro volta rilanciano omelie e discorsi papali.

Anche il sito www.chinacatholic.org funziona da grande raccoglitore degli interventi di Papa Francesco. Negli ultimi giorni, il website ha rilanciato anche le parole di ammirazione rivolte al Papa dal Presidente Usa Barack Obama, dopo il loro incontro in Vaticano. In occasione del primo anno di pontificato, chinacatholic.org ha pubblicato documentazione fotografica e interventi di commentatori cinesi e internazionali sul magistero di Papa Francesco.

Tra i siti delle diocesi cinesi si fa notare il portale www.catholicsh.org della diocesi di Shanghai, dove nondimeno il vescovo Thaddeus Ma Daqin – dopo la morte degli ultra-novantenni Aloysius Jin Luxian e Giuseppe Fan Zhongliang – continua a essere impedito nell’esercizio delle sue funzioni episcopali. Anche su quel website una sezione raccoglie omelie e discorsi dell’attuale successore di Pietro, dal dicembre 2013 fino a oggi. Altri siti, come www.lnjq.org, appaiono più lenti e lacunosi negli aggiornamenti, ma non rinunciano a pubblicare i discorsi del Papa, sia pur con molto ritardo. Mentre www.tzjtsjq.org riporta tutti gli interventi papali, ma li tiene raccolti in una sezione che è difficile da raggiungere senza adeguata conoscenza del website.

Colpisce soprattutto la spontaneità del fenomeno, che non appare rispondere a nessuna strategia pre-ordinata. Anzi, proprio la sezione cinese del sito della Santa Sede www.vatican.va appare al momento in fase di stand-by, e vi si trovano documenti e pronunciamenti di rilievo realizzati da Benedetto XVI, Giovanni Paolo II e Pio XII, ma nessun intervento del Papa regnante. Non risulta essere stata finora pubblicata nemmeno la versione cinese della Lettera apostolica Evangelii gaudium, testo chiave del pontificato di Papa Bergoglio.

Come avviene sempre, nelle dinamiche autenticamente ecclesiali, la fioritura di siti cinesi che riportano la predicazione di Papa Francesco avviene per imitazione e contagio. I figli della Chiesa non sono truppe cammellate. Quando serve, si “organizzano” da soli, seguendo il proprio sensus fidei. Così si moltiplicano le iniziative “dal basso”, come il sito www.ascoltiamopapafrancesco.net, messo in piedi da un gruppo di volontari che pubblicano in modalità sinottica l’originale italiano e la versione cinese degli Angelus, delle catechesi del mercoledì, delle omelie di Santa Marta di Papa Francesco, aggiungendo sintesi ragionate dei discorsi più lunghi e impegnativi (l’ultimo, quello pronunciato dal Papa davanti ai partecipanti all’ultimo corso della Penitenzieria apostolica, con cui il Vescovo di Roma ha suggerito a tutti come deve porsi il confessore davanti ai penitenti che si avvicinano al confessionale).

Nell’esergo di presentazione, i curatori del sito italo-cinese hanno inserito una considerazione semplice e sagace: «Papa Francesco» scrivono «parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate». I siti cinesi che riportano le parole del Papa lo fanno sine glossa, e i fruitori hanno il paradossale vantaggio di leggere le parole e gli affondi del Papa fuori dalla cortina fumogena del chiacchiericcio para-ecclesiastico e dei commenti – spesso prevenuti e fuorvianti – che a volte rischia di oscurarla. Nei website made in China non si indulge nemmeno alla vulgata mediatica del Papa-Superman cavalcata in Occidente da poderosi apparati editoriali. Del resto, la predicazione di Papa Bergoglio, sempre concentrata sui tratti e i connotati elementari della dottrina e dell’esperienza cristiana – il richiamo ininterrotto a Gesù e al Vangelo, la sacramentalità della Chiesa, il peccato e la grazia, il perdono e le opere di misericordia, i ministeri della Chiesa delineati come incarichi a servizio del popolo di Dio, e non come forme di esercizio di potere – trova risonanze immediate nell’esperienza di fede del piccolo gregge dei cattolici cinesi, nella sua vicenda commovente di martirio e speranza. Così, sono arrivati in Cina via internet anche discorsi su temi che di là dalla Grande Muraglia risultano controversi, come quello sul ruolo e il mandato del vescovo che Papa Francesco ha pronunciato all’Assemblea plenaria della Congregazione vaticana per i vescovi. 

La percentuale dei siti interessati al fenomeno rimane una quantità trascurabile nel mare magnum della blogosfera cinese. Ma intanto, per ora, la predicazione del Papa argentino può arrivare tutti i giorni a chi la aspetta, anche in Cina. Le sue parole quotidiane, sempre mosse dalla forza disarmata e disarmante del Vangelo, potrebbero guarire ferite antiche e curare fragilità e patologie nuove (compreso un certo, paradossale carrierismo clericale che si registra anche tra le file dei sacerdoti e dei vescovi più giovani). Con effetti imprevedibili, nei tempi lunghi della Chiesa (e della Cina).

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