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Antonio Socci pagina ufficiale

27 novembre 2014

DOMANDE SULL'UDIENZA DI IERI : TUTTI ?

Alcuni lettori mi sottopongono questa frase di papa Bergoglio: 

"Il «Paradiso». Più che di un luogo, si tratta di uno “stato” dell’anima in cui le nostre attese più profonde saranno compiute"

Un lettore mi ha sottoposto questa domanda-risposta fra padre Livio Fanzaga e uno dei veggenti di Medjugorje che sembra dire l'opposto:

PADRE LIVIO – Scusami, ma ho ancora una domanda: il Paradiso secondo te è un luogo?
JAKOV – Sì, è un luogo.
PADRE LIVIO – Un luogo, ma non come ce ne sono sulla Terra.
JAKOV – No, no, un luogo senza fine, ma non è come un nostro luogo qui. È un'altra cosa. Tutta un'altra
cosa. 

Personalmente se devo considerare l'Aldilà preferisco rifarmi alle descrizioni dei mistici e al Catechismo della Chiesa cattolica. Quindi eviterei questi confronti.
Del resto secondo me c'è un po' di sommarietà in questi ragionamenti. Anche perché dopo la resurrezione saremo in Paradiso con i nostri corpi che tuttavia saranno glorificati, quindi con proprietà diverse da quelle che hanno attualmente.
Quindi è una dimensione misteriosa che sfugge alla nostra capacità di capire e di descrivere. 

Piuttosto la frase del Papa che mi ha lasciato perplesso è questa: 

"Saremo finalmente rivestiti della gioia, della pace e dell’amore di Dio in modo completo, senza più alcun limite, e saremo faccia a faccia con Lui! (cfr 1Cor 13,12). E’ bello pensare questo, pensare al Cielo. TUTTI noi ci troveremo lassù, TUTTI."

Dice e ripete TUTTI. Due volte.

Però dal Vangelo, direttamente da Gesù, sappiamo che non è così: 

«Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per gli angeli suoi» (Mt.25,41).
«Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?» (Mt. 23,33).
«Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che essere gettato con due piedi nella Geenna. Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue» (Mc. 9,43-48).
«Egli ha in mano il ventilabro, pulirà la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con un fuoco inestinguibile» (Mt. 3,12).
«Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridor di denti» (Mt. 13, 41-42).
«Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridor di denti»(Mt. 13,49-50).
«Ma egli risponderà: ‘In verità vi dico: Ogni volta che non avete fatto queste cose ad uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me’. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna» (Mt. 25,45-46).
«… mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridor di denti» (Mt. 8, 12).
«Allora il re ordinò ai servi: ‘legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridor di denti» (Mt. 22,13).
«E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridor di denti» (Mt. 25,30).
«… lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridor di denti» (Mt. 24,51).
«Allontanatevi da me voi tutti operatori di iniquità! Là sarà pianto e stridor di denti…» (Lc. 13,27-28).

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