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23/02/2014  
L'abbraccio con Francesco: Ratzinger si è tolto lo zucchetto in segno di rispetto

(©ANSA) L'ABBRACCIO CON FRANCESCO: RATZINGER SI È TOLTO LO ZUCCHETTO IN SEGNO DI RISPETTO

Ratzinger che fa il suo ingresso in San Pietro, tra la sorpresa dei cardinali, e assiste al concistoro, è un’immagine destinata a rimanere nella storia

ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO

La partecipazione del Papa emerito Benedetto XVI al concistoro per la creazione dei nuovi cardinali nella basilica di San Pietro rappresenta la più significativa novità dopo la rinuncia al pontificato avvenuta un anno fa. Ratzinger aveva annunciato di voler vivere «nascosto al mondo», ma ieri ha accolto l’invito del suo successore ed è stato presente alla creazione dei nuovi porporati, tra i quali c’era l’amico teologo tedesco Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

La presenza, inaspettata e imprevista – si era più volte ipotizzato che Benedetto XVI partecipasse alle prossime canonizzazioni di Papa Giovanni e Papa Wojtyla, ma non al concistoro – lascia ora aperta la possibilità che in altre occasioni particolari l’emerito esca dalla semi-clausura del convento dove vive a poche centinaia di metri dalla residenza del suo successore Francesco.


Ratzinger che fa il suo ingresso in San Pietro, tra la sorpresa dei cardinali subito accorsi per salutarlo, e assiste al concistoro 15 mesi dopo l’ultimo presieduto da lui, è un’immagine destinata a rimanere nella storia della Chiesa e del papato. Nelle scorse settimane, in concomitanza con il primo anniversario della rinuncia, diversi commentatori hanno insistito sull’importanza della presenza di Benedetto accanto a Francesco. C’è chi si è persino spinto a ipotizzare che l’inedito rimanere del Papa dimissionario «nel recinto di Pietro», in preghiera e vestito di bianco, lasciasse intendere qualcosa di più, un «segreto». Qualcuno ha parlato persino di «diarchia».

La presenza di Ratzinger in San Pietro ieri avrebbe potuto rafforzare queste speculazioni infondate. E invece proprio Benedetto XVI ha sgomberato il campo da interpretazioni sbagliate. Nonostante gli fosse stato offerto un posto d’onore, ha voluto sedere in un angolo, nella stessa fila dei cardinali vescovi, e su una sedia uguale alla loro. Indossava la talare bianca e il soprabito. Ma sia all’inizio che alla fine della cerimonia, quando Francesco gli si è avvicinato per abbracciarlo, Ratzinger si è tolto lo zucchetto in segno di riverenza. Non lo aveva mai fatto in precedenza: né in occasione del primo abbraccio con il successore a Castel Gandolfo, né quando aveva partecipato all’inaugurazione di una statua con Francesco davanti al Governatorato in Vaticano, né quando Bergoglio era andato a fargli visita per gli auguri natalizi.

Quei segni concreti e ben visibili – la sedia uguale agli altri cardinali e togliersi lo zucchetto – appaiono dunque molto eloquenti. L’umiltà di Benedetto XVI lascia immaginare che non gli sia costato rinunciare a un posto speciale, mescolandosi invece ai cardinali. Francesco considera il predecessore una risorsa di saggezza, lo invita a non vivere sempre ritirato. L’eccezionale presenza di ieri al concistoro è un altro passo verso la normalità: c’è un Papa regnante che guida la Chiesa e c’è un vescovo emerito di Roma che vive accanto al suo successore pregando per lui.

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