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30/06/2014 
Il Pontefice

(©Ansa)

(©ANSA) IL PONTEFICE

Il geriatra: migliorano l'attività intellettuale e motoria

GIACOMO GALEAZZI
ROMA

 

«Il mio mestiere è insalubre», ha ironizzato il Papa due settimane fa. Per un medico è «un anziano particolare». Ma «sebbene la vita quotidiana in Vaticano e nei viaggi apostolici abbia ritmi più intensi di quelli raccomandati ai suoi coetanei, è evidente che Francesco ha mediatori chimici che gli consentono di tenere sotto controllo lo stress negativo e la produzione di cortisone». Ad analizzare scientificamente la routine del Pontefice stakanovista è il geriatra ed endocrinologo Giovanni Spera, ordinario di medicina interna alla «Sapienza» di Roma, tra i massimi esperti in Italia di gestione degli anziani e prevenzione delle malattie della terza età.

                                                 
Professore, l’agenda fitta di impegni può essere un pericolo per la salute di Francesco?
«Per un 77ennne che segue un’alimentazione corretta, fa movimento e dorme un numero sufficiente di ore, il fatto di essere molto coinvolto negli impegni quotidiani non è un ostacolo ad una senescenza sana. A tenerlo al passo con la sua missione è una fortissima motivazione. E’ un’energia che i credenti chiamano fede e che noi ricercatori attribuiamo alla “farmacia interiore” costituita dagli impulsi e dalle reazioni ormonali. Vengono prodotte sostanze attive molto efficaci nel migliorare l’attività intellettuale e motoria dell’anziano».

Consiglia al Papa di rallentare?

«Non sovraccaricare di appuntamenti la giornate di Francesco non significa diminuire le pulsioni e le motivazioni che poi si trasformano in messaggi di tipo chimico che passano dal cervello all’organismo. Quindi nessuno meglio di lui può giudicare quando tirare il fiato. Il Pontefice ha palesemente una spinta forte che gli fa sentire meno la fatica».

 
Da cosa trae questa capacità di resistenza?

«Il Papa ha la cultura e l’esperienza necessarie a controllare gli effetti negativi dello stress. Ciò non annulla i fattori di rischio per una persona della sua età qualora non abbia consapevolezza delle ripercussioni che un’attività troppo intensa può avere sulla tenuta fisica».

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