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1/12/2014 
     

 
P. Barzaga mentre cura un ammalato

(©www.marioborzaga.it)

(©WWW.MARIOBORZAGA.IT) P. BARZAGA MENTRE CURA UN AMMALATO

Mentre procede la causa di beatificazione, la testimonianza evangelica del missionario si diffonde in Laos: in arrivo tre nuovi sacerdoti

PAOLO AFFATATO
ROMA

Lo spessore di un missionario sta nel suo essere attaccato a Cristo, abbandonato alla sua volontà, obbediente, come Cristo stesso, fino al possibile martirio. E' la via tracciata da Mario Borzaga, il giovane missionario degli Oblati di Maria Immacolata , martirizzato nel 1960 in Laos, il piccolo paese comunista del sudest asiatico, insieme con il catechista laotiano Paul Thoj Xyooj.

Come già rilevato da Vatican Insider, la causa di beatificazione dei due sta procedendo speditamente : e il 27 novembre la Consulta dei teologi della Congregazione vaticana per le cause dei Santi ha dato voto positivo al processo di Borzaga e del catechista Paolo, segnando un ulteriore, decisivo passo avanti. Toccherà ora ai cardinali consultori dare il loro placet, per poi lasciare il tutto al decreto papale.

Borzaga sembra oggi uno di quei missionari che incarnano pienamente lo spirito di testimonianza evangelica non gridata nè combattiva che piace a Papa Francesco e che – ben lontana dall’approccio della crociata –  si rivela autentica espressione dello zelo missionario proprio di ogni battezzato.

La sua beatificazione sarebbe la prima a toccare un paese, il Laos, tuttora governato da un regime comunista e dove la Chiesa cattolica vive da esigua minoranza (lo 0,5% in un paese a maggioranza buddista) la sua missione, tra problemi di libertà religiosa e piccoli passi avanti nell’edificazione del Regno di Dio.

Non per nulla, nell’apprendere della avvenuta approvazione della Consulta dei teologi, Tito Banchong, Vicario apostolico di Luang Prabang, nel Nord del paese, si è detto felicissimo e ha riferito una notizia confortante: per il 2015 il Vicariato apostolico sta preparando l’ordinazione di tre nuovi sacerdoti, che potranno arricchire e dare nuova linfa alla Chiesa locale. Mario Borzaga e il catechista Paolo sono oggi modelli per una piccola comunità che vive la fede fra ostacoli e difficoltà, in una testimonianza di vita evangelica silenziosa e operosa, seme che darà frutto a suo tempo.

Che il seme stia germogliando e fiorendo lo ha confermato nelle scorse settimane il laotiano Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun, Vicario apostolico di Paksé che, da presidente della conferenza episcopale di Laos e Cambogia, ha potuto partecipare al Sinodo sulla famiglia, consegnando all’assise parole come queste: “La Parola di Dio nella vita della Chiesa significa innanzitutto vivere la Parola di Dio personalmente, nel silenzio della propria vita privata, nella propria vita nascosta, personale e intima”.

“Il mondo attuale è stanco di ascoltare – ha proseguito Ling – ma non è affatto stanco di stupirsi, di ammirare e di meravigliarsi per il testimone vero, il testimone autentico che vive la Parola di Dio nella sua vita personale”. “Il mondo di oggi – ha chiosato – ha fame e sete di vescovi, pastori, consacrati  che vivono ciò che predicano, e predicano ciò che vivono interiormente”.

Parole che paiono modellate e desunte dalla storia e dall’esperienza di Borzaga, un anima che in recenti studi è stata paragonata a santa Teresa di Lisieux. Su Borzaga si moltiplicano le biografie: una edita dalla San Paolo, firmata dallo scrittore-regista Paolo Damosso, sarà nelle librerie dal 9 Dicembre, mentre una religiosa carmelitana di Biella ha da poco pubblicato una tesi all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, rimarcando che “l'abbandono è stata la via all'unione mistica con Dio vissuta dal missionario”, la stessa percorsa da Teresina del Bambino Gesù

Intanto Angelo Pelis, postulatore della causa di beatificazione di Padre Mario Borzaga presenta ai microfoni di Padre Pio Tv la sua figura, proponendolo come modello nell’Anno della vita consacrata.

Mario Borzaga nasce a Trento nel 1932, e a vent'anni si unisce ai missionari Oblati di Maria Immacolata, congregazione francese fondata da S. Eugenio de Mazenod nel 1816. Alla fine del '57 parte per la missione del Laos, insieme al primo gruppo di Oblati italiani. Vive anni intensi nella consapevolezza che la vita dell'apostolo va spesa tutta per il Regno. Alla fine dell'aprile 1960 parte con il catechista Paolo per un tour in alcuni villaggi che avevano chiesto di conoscere la fede cristiana. Dei due si perdono le tracce. Solo 40 anni più tardi si avrà notizia della loro uccisione per mano di guerriglieri comunisti pathet lao.

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