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Michelina, 74 anni: «Ho sentito un bruciore in tutto il corpo e un intenso profumo di fiori».

di Rosa Benigno

POMPEI. Per i fedeli “è un segno”. La Madonna non compie miracoli solo se si viaggia fino a Lourdes, Fatima o Medjugorje. La fede, infatti, ha guarito Michelina Comegna, 74 anni, a pochi chilometri da casa, mentre prendeva la Comunione a Pompei, durante la messa di domenica 23 marzo, nel Santuario dedicato alla Beata Vergine del Santo Rosario.
Michelina, che abita a Castellammare di Stabia, era affetta da una paralisi al braccio e alla gamba destra, da quanto – 11 anni fa (il 4 aprile) – subì un ictus, mentre era intenta a preparare i carciofi per i suoi cari. Madre di cinque figli maschi e nonna di 12 nipoti, in quel momento stava combattendo con un cancro al seno di cui era stata operata la prima volta. Dopo l’ictus, che la bloccò a letto per 3 anni, è stata operata altre 4 volte. E sottoposta a continui cicli di chemio e radioterapie. Un calvario che molti conoscono. Che umilia e debilita.
«Ma io ho sempre pregato la Madonna che mi restituisse solo la capacità di camminare – racconta Michelina – Con cinque figli maschi era mio marito ad assistermi in tutto. Mi doveva accompagnare anche in bagno. E io mi vergognavo tanto…». Ora Michelina cammina e si muove per casa con piena efficienza. Le resta un cuore malandato e un polmone “bruciato” dalla radioterapia. Ma lei e il marito, Giovanni Passaro, con cui è sposata da 55 anni, ora sono felici ed emozionati. Monsignor Giuseppe Adamo, vicario del Santuario mariano, conferma di essere stato testimone del racconto della donna. In ogni caso aggiunge: «So che esibiranno certificati medici per l’attestazione di quanto è accaduto; noi effettueremo le dovute verifiche».
Tutto è successo alla messa delle ore 10, celebrata da monsignor Adamo. La signora Comegna si è messa in fila per prendere la Comunione. «Ho ricevuto l’Eucaristia e, mentre tenevo ancora in bocca la Comunione, ho cominciato a sentire un forte bruciore che dai piedi saliva alle gambe e veniva su per il corpo, mentre avvertivo un intenso profumo di fiori – spiega la donna – Era tutto talmente forte, che ho cominciato a spaventarmi. Ho dimenticato che mi trovato in Chiesa, perché il bruciore mi ha fatto pensare che stessi andando a fuoco e mi sono guardata intorno convinta di vedere gli abiti avvolti dalle fiamme».
«Mi sono tolta la sciarpa, il soprabito, avevo caldo ed ero in un bagno di sudore – continua la signora – Mio marito credeva che io stessi avendo un malore. Gli ho detto che stavo provando una grande gioia e che avevo bisogno di camminare».
E il marito racconta: «Si è alzata e a passo svelto ha percorso la navata. Temevo che potesse cadere. Ma lei andava spedita e non aveva più nessun segno della paralisi dell’ictus».
Michelina, con mitezza, mostra la sua stampella sorreggendola con la mano guarita: «Ora a Pompei voglio andare a piedi».
I coniugi Passaro hanno già fatto stampare in argento una piccola gamba e un braccio che consegneranno alla Basilica di Pompei “per grazia ricevuta”.

L'ARCIVESCOVO CAPUTO: «QUI MOLTI EVENTI PRODIGIOSI»
In Basilica non si sbilanciano: «Tocca alla medicina dare certezze scientifiche di quanto accaduto

POMPEI. È una prudente dichiarazione quella che l’ufficio comunicazioni sociali del Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario rilascia a nome di Monsignor Tommaso Caputo, Arcivescovo di Pompei, in merito alla notizia dell’improvvisa guarigione di Michelina Comegna. «Rilevando che la signora afferma di aver vissuto un’esperienza di benessere della quale ringrazia Dio e la Vergine Maria – è scritto nella nota del Santuario – l’Ufficio delle Comunicazioni Sociali del Santuario di Pompei dichiara di attendere che vengano fatti i debiti accertamenti scientifici prima di pronunciarsi. Fin dalla fondazione di questo santuario, numerosi eventi prodigiosi sono avvenuti per intercessione della Vergine di Pompei e del Beato Bartolo Longo. Alla medicina tocca dare certezze scientifiche in merito».  E, infatti, anche il Vicario generale del Santuario, monsignor Giuseppe Adamo che ha assistito di persona al fenomeno, è prudente e racconta: «Di intercessioni della Madonna ne ho ascoltate tante in confessionale, ma poi non tutti tornano con certificati medici, anche perché per un ammalato è difficile sottoporsi a nuove sofferenze e tornare negli ospedali per le verifiche dei medici. Preferiscono vivere con gioia la loro guarigione e dimenticare le pene».

 

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