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Per ripartire l’Europa deve recuperare
i suoi valori cristiani e umani

L’arcivescovo Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati, agli ambasciatori dell’Ue

Dal discorso rivolto dall’arcivescovo Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati, agli ambasciatori dei Paesi dell’Unione europea accreditati presso la Santa Sede in occasione della fine del semestre della presidenza di turno danese. L’incontro si è svolto a  Roma lunedì 11 giugno.

 

 Vorrei dedicare la conversazione odierna ad alcune riflessioni circa il futuro dell’Europa, in relazione al grave momento di crisi, anzitutto economica, che essa sta vivendo.

 L’Europa soffre ora le conseguenze di quell’indebitamento, unito ad un mercato del lavoro spesso rigido e a forti pressioni concorrenziali dall’esterno, che hanno spinto ad una sempre più marcata delocalizzazione delle attività produttive. In anni recenti abbiamo costatato che il continente invecchia e produce sempre di meno. Accanto a questi fattori, vi è una progressiva perdita di identità culturale e sociale dei popoli europei, alla quale si unisce, non di rado, una lontananza della società civile dalla politica, che con fatica riesce a svolgere il compito che le spetta, ovvero perseguire il bene comune.

Confido che anche nelle attuali difficoltà, il nostro continente sappia ritrovare se stesso. La riuscita di tale impresa dipenderà dalla misura con cui l’Europa saprà guardare con gratitudine e riconoscenza alle proprie origini, soprattutto dalla capacità di riproporre in modo costruttivo e creativo quei valori cristiani e umani, come la dignità della persona umana, il profondo sentimento della giustizia e della libertà, la laboriosità, lo spirito di iniziativa, l’amore alla famiglia, il rispetto della vita e il desiderio di cooperazione e di pace, che sono le note che la caratterizzano.

14 giugno 2012

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