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30/03/2013 
Pellegrini entrano nel duomo per l'Ostensione televisiva

 

L''OSTENSIONE TELEVISIVA

 

Il messaggio di papa Francesco sul Sacro Telo, la giornata speciale di Torino. La parole dell’arcivescovo. L’Ostensione televisiva in diretta

LUCA ROLANDI
TORINO

18.50 Terminata l'Ostensione televisiva

18.46 Scorrono le immagini della Sindone

18.40 canti di preghiera nel Duomo di Torino

18.25 Proseguono le letture mentre i fedeli venerano il Sacro Telo

18.10 inizia la processione per venerare la Sindone da vicino, da parte dei presenti in Duomo

18.09 La preghiera di benedizione di monsignor Nosiglia

17.59 Il messaggio di papa Francesco

17.55 Parlano malati e volontari

17.50 «La riflessione che più mi ha colpito del messaggio di Papa Francesco è quando ha detto che sostare davanti alla Sindone non è solo un semplice osservare ma piuttosto un lasciarsi guardare». Cosi l'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia al termine della celebrazione in Duomo per l'Ostensione televisiva della Sindone. 

 «Noi, infatti, – ha aggiunto l'arcivescovo di Torino – non siamo qui per guardarla ma per essere guardati dalla Sindone. È lo sguardo di una persona morta ma carico di vita, che ci parla, con un linguaggio ovviamente interiore, che ci trasmette speranza».

17.38 "Insigne reliquia legata al mistero della nostra Redenzione". Così Giovanni Paolo II definì la Sindone domenica 13 Aprile 1980,  nella sua visita a Torino, "città – ripeté in un successivo discorso – che custodisce una reliquia insolita e misteriosa come la sacra Sindone, singolarissimo testimone, se accettiamo gli argomenti di tanti scienziati, della Pasqua: della passione, della morte e della Risurrezione. Testimone muto, ma nello stesso tempo sorprendentemente eloquente".

17.33 Attori leggono testi per la meditazione. La Corale accompagna con il canto

17.29 Inizia la preghiera. Si è aperto il velo e compare la Sindone

17.25 la preghiera dell'Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia che si inginocchia in silenzio e preghiera. 

L'Ostensione straordinaria della Sindone trasmessa in mondovisione su Rai Uno è la seconda estensione televisiva: la prima avvenne quarant'anni fa, nel novembre del 1973 quando venne esposta verticalmente , e non orizzontalmente come ora è consuetudine, nel Salone degli Svizzeri di Palazzo Reale.

"Attraverso la sacra Sindone ci giunge la Parola unica ed ultima di Dio: l’Amore fatto uomo, incarnato nella nostra storia".

Lo ricorda Francesco(messaggio completo)  nel suo videomessaggio in occasione della nuova Ostensione televisiva del sacro lino che coincide con l'Anno della Fede. "Questa immagine – continua il Papa – parla al nostro cuore. E' come se ci dicesse: abbi fiducia, non perdere la speranza; la forza dell’amore di Dio, la forza del Risorto vince tutto".

"La Sindone mostra in modo plastico, reale e evidente che le ferite che hanno segnato il Corpo del Signore, nella sua passione e nella sua morte, sono ferite che aprono alla speranza che nasce dalla fede – commenta monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino – perchè ci ricordano che Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio unigenito. La passione e morte di Cristo è dunque per noi fonte di vita".

"Il Papa – aggiunge il presule – ci ha spiegato che la logica della croce è prima di tutto quella dell'amore, del dono di sé. Infatti abbiamo voluto che in Cattedrale protagonisti dell'ostensione fossero 300 persone, malati e disabili. Testimoniano come la croce che portano è fonte di speranza e salvezza, che il Mistero del dolore vissuto con Cristo diventa via di amore". "In fondo – aggiunge Nosiglia – la Sindone ci dice che amare significa soffrire, partecipare alle sofferenze dei nostri fratelli, nella certezza che il Dio della vita vince il male con il bene e trasforma il dolore in via di redenzione e salvezza".

"E' bello – conclude l'arcivescovo di Torino – che il Papa nel suo videomessaggio ci inviti non solo a guardare la sindone ma ad ascoltarla. In fondo è una voce che ci porta fuori dalla disperazione, della solitudine, e ci invita ad uscire da noi stessi per amare ed essere amati veramente".

 «In fondo – spiega il presule – è una voce che ci porta fuori dalla disperazione, della solitudine, e ci invita a uscire da noi stessi per amare ed essere amati veramente".

 La giornata 

Oltre 300 persone, tra malati e disabili, tra cui 70 in carrozzina e loro accompagnatori, hanno partecipato in esclusiva, oggi nel Duomo di Torino, alla cerimonia in diretta mondiale televisiva dell'ostensione della Sindone. In silenzio hanno pregato e ascoltato i canti e gli inni eseguiti dal Coro della Cattedrale diretto da Alessandro Ruo Rui e i brani eseguiti dall'organista Marco Limone e dall'Ensemble Filarmonico di Verona e le letture dell'attore Enzo De Caro.

Poi, a fine cerimonia, a piccoli gruppi sono stati accompagnati davanti alla Sindone, rimasta per tutto il tempo chiusa, sotto vetro, nella sua Cappella, ad eccezione di un minuto, quando la vetrata si è aperta di fronte all'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, in ginocchio, in preghiera.

La processione dei malati e degli infermi è durata circa mezz'ora e ha concluso la cerimonia e le riprese televisive. Presenti, tra gli altri, anche preti anziani e ammalati ospiti delle Case del Clero, bambini assistiti dall'Ugi, disabili che vivono al Cottolengo. E anche rappresentanti di numerose congregazioni religiose come le Missionarie della Carità di Madre di Calcutta, suore Minime di Suffragio, Figlie di Maria Ausiliatrice, suore di S.Anna, Figlie della Carità di S.Vincenzo de' Paoli. E, ancora malati accompagnati dai volontari dell'Unitalsi, dall'Associazione S.Maria e dello Smom (Sovrano Militare Ordine di Malta), dal Sermig, dalla Comunità di Sant'Egidio, dagli Amici di Porta Palatina, dall'Apri, dalla Confraternita del S.Sudario.

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