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TSUNAMI. VENDETTA DI DIO? MA I GEROGLIFICI EGIZIANI CI RACCONTANO UNO TSUNAMI DI ALTRI TEMPI…

di Guido Landolina

(Articolo dell’autore già pubblicato sulla Rivista ‘Il Segno del Soprannaturale’
delle Edizioni Segno, 2005)

 Il Diluvio ‘mitizzato’… e la nuova ‘fede laicista’.

Quanti di noi, ripensando agli oltre trecentomila morti provocati in Estremo Oriente dallo Tsunami del dicembre 2004 non si sono posti almeno una volta la domanda: ‘Ma se Dio esiste ed è buono, perché consente tutto ciò?’. E’ una domanda alla quale abbiamo già risposto ai nostri lettori 1 in maniera sufficientemente esauriente e non vi ritorneremo dunque sopra. Quanti altri non avranno anche pensato ad una riedizione in piccolo’ del Diluvio universale, una sorta di Tsunami elevato alla ennesima potenza?
Negli ultimi decenni eventi geologici e climatici hanno particolarmente squassato intere regioni della Terra con terremoti catastrofici e tifoni, come quelli in India, Turchia e un’altra sorta di ‘Tsunami’ – quasi da tutti dimenticato – del 12 novembre 1970 che sconvolse quello che allora era lo East-Pakistan (oggi Bangladesh) con venti di 200 chilometri orari che avevano provocato onde enormi e, non trecentomila, ma oltre 500.000 morti.

I geologi ‘attualisti’ – come il loro celebrato iniziatore, l’ottocentesco Charles Lyell, demitizzatore ante-litteram della cronologia biblica e della Bibbia – escludono le catastrofi come ad esempio il Diluvio, da loro relegato nei ‘miti’. Altri si affrettano invece a spiegare che Dio non c’entra e che catastrofi del genere succedono da sempre.
Quante persone, ancora, non avranno invece proprio pensato a punizioni di Dio per i peccati dell’Umanità?

Ma se il Dio cristiano dovesse punire una parte dell’Umanità per i suoi peccati non pensate che fra i primi peccatori da punire ci dovrebbe essere invece il mondo cosiddetto ‘occidentale’ cristiano che, dopo aver conosciuto in Cristo il Verbo di Dio che si incarna in un uomo per sacrificarsi e redimerlo riaprendogli le porte chiuse del Cielo, si è ora completamente allontanato da Dio come testimoniano la cultura dominante, le chiese vuote, l’inaridirsi delle vocazioni sacerdotali, il sistema di vita, il misconoscimento delle stesse radici cristiane della nostra civiltà, considerando persino – come ancor recentemente in Francia a tutela del laicismo – una offesa alla ‘sensibilità’ degli ‘altri’ l’esposizione ‘pubblica’ di simboli religiosi come veli islamici e croci addosso alle persone?

Tutta colpa del ‘popolo di Dio’? Non tutta, anzi soprattutto colpa dei nuovi ‘profeti’ che da oltre due secoli diffondono ideologie contrarie a Dio avendo cominciato con la rivoluzione francese.
Napoleone Bonaparte (Rapport Fourcroy)2 decideva nel 1806 di dare in Francia agli studi scolastici (fino a quel momento in massima parte gestiti da religiosi) un nuovo orientamento: ‘Nella composizione del Corpo insegnante il mio principale scopo è di possedere un mezzo per dirigere le opinioni pubbliche e morali…’.
Era il ben noto ‘laicismo’ che cominciava a fare capolino già nelle scuole.
Gabriel Séailles, professore alla Sorbona, farà un passo avanti: ‘Lo Stato moderno tende ad un secolarismo progressivo delle sue funzioni. La legge non è più legata a riti religiosi…, tutto ciò che è di ordine religioso, ormai, non è più di ordine sociale’ (‘Education ou Révolution’, pag. 51).
H. Arnauld scriverà un suo ‘catéchisme républicain’ dove – nella Prefazione del secondo volume – si legge che ‘Per fare regnare fra la gente l’armonia sociale, per la liberazione dei popoli, non è solo la Chiesa che deve essere abbattuta, ma bisogna abbattere Dio’.  
Ed ecco poi un ancor più chiaro annuncio del ‘laicismo’, pronunciato da Ferdinand Buisson nel suo programma: ‘Affrancarsi dalla Bibbia del Papa, riconoscere solo i diritti dell’uomo: uno stato civile senza Dio, una scuola senza Dio, asili ed ospizi senza Dio…; queste sono altrettante tappe nella storia della nostra emancipazione culturale…’.
Siamo di fronte a quello che diventerà dopo qualche decennio il preannuncio attraverso l’insegnamento scolastico e i mass media della teoria evoluzionista, presentata alle masse ignare come un fatto scientificamente accertato, dove ad un Dio Creatore dell’uomo si preferisce sostituire … la Scimmia.
Quei ‘rivoluzionari’ volevano abbattere quella che loro consideravano la ‘dittatura della Fede in Dio’ ma solo per erigerne un’altra, quella della ‘Fede nella scienza senza Dio’, dove l’Universo, cioè la materia, si crea ‘da sé’ e la vita nasce ‘da sé’.
E allora lo Tsunami che ha sconvolto quelle povere popolazioni del Sud-Est asiatico è una ‘vendetta’ di Dio oppure – se ad una ‘vendetta’ dovessimo pensare – questa dovrebbe avere ben altre dimensioni e ben altri obiettivi da colpire?

La sola ‘vendetta’ di Dio che la Bibbia ci ricorda fu quella del Diluvio, che però – e in questo ragionamento vi sorprenderò – non fu una vendetta ma un atto di profonda bontà nei confronti dell’Umanità, una ‘amputazione’ chirurgico-terapeutica a fin di bene, anche se radicale. L’Umanità post-Adamo si era infatti progressivamente e completamente corrotta come una vecchia pianta svuotata di midollo ed incancrenita tanto da essere irrecuperabile e meritare la sua completa distruzione.
Per il Dio Creatore – che pur lasciando all’uomo il suo libero arbitrio avrebbe voluto per amore un popolo di ‘figli’ ai quali donare un giorno il Regno dei Cieli – il mantenimento di quella ‘creazione’ non avrebbe infatti avuto più senso, a meno di salvare la pianta tagliandone il tronco alla radice e lasciare come un nuovo ‘pollone’, continuatore della specie umana, la sola famiglia del ‘giusto’ Noè.3
Ma anche se Dio non manderà più un ‘Diluvio’ Egli – un Dio respinto – può almeno ‘ritirarsi’ sdegnato, abbandonandoci alla nostra libertà ed alla ‘Dea Ragione’, lasciando che siano semmai gli uomini stessi, con le proprie mani, ad essere strumento della propria punizione e purificazione.

Lo Tsunami di allora non fu dunque una vendetta di Dio ma un evento fortuito naturale, e non è stato nemmeno il solo di questo genere se una simile antica tradizione orale persiste anche ora fra gli indiani d’America in Florida, tradizione – senza riferimento al Diluvio universale – la quale narra della contemporaneità di un ritardo del sorgere del sole con un debordamento delle acque del lago Theomi che avevano in quell’occasione invaso e coperto tutto, salvo una montagna in cui si rifugiarono i soli uomini che si salvarono.4
Luken5, che riproduce questa informazione, aggiunge che questa montagna, il monte Olaimy, fu risparmiata perché vi era un tempio consacrato al sole, e che quando il sole si mostrò di nuovo, ricacciò con la sua presenza le acque nell’abisso.

 

 Hephaestos, accresci i colpi su questi maledetti ‘adoratori dell’Eterno’…!

Una ‘memoria’ di Tsunami ben più precisa ci è però anche rivelata dagli studi egittologi di Fernand Crombette 6, grazie alle sue decrittazioni dei geroglifici letti e interpretati anche attraverso il copto antico.   Si tratta del testo geroglifico secondo Gauthier, rappresentato in immagine all’inizio di questo articolo, e qui sotto nuovamente riprodotto:

 

testo che – tradotto con il copto da Fernand Crombette (studioso di cui troverete il Profilo nella Nota 6 di questo articolo) – si legge in lingua corrente:

“All’epoca in cui si totalizzava il sesto grande sole, nella terza gioia dell’apparizione della luna, allorché i giardini, ingrassati dalla venuta dell’acqua, danno dei germogli dopo aver respinto l’acqua in eccedenza; quando si totalizzava la quindicesima volta che il sole si era slanciato dalla regione inferiore, il grande re ha stabilito un editto addizionale per esentare dall’imposta il reddito della moltitudine degli abitanti sinistrati, le cui proprietà, malauguratamente colpite dall’acqua, sono state gettate in un grande scompiglio. 

Il sole, sconvolto, era rimasto basso sopra l’orizzonte, astenendosi dall’elevarsi, provocando lo spavento tra i grandi dottori.  Un giorno ne comprese due.  La mattinata, ingrandita, pervenne a una lunghezza utile di metà sopra il numero delle ore in cui il chiaro deve essere effettivo.  Dopo questo prodigio divino, è trascorso un termine, e il capo ha eretto a questo riguardo un’immagine che ha per scopo di allontanare il maleficio dal Paese.

Hèphaestos,… ai tuoi adoratori dà la tua protezione; annulla le parole di questi viaggiatori stranieri, impostori; fa’ perire questi nemici dei sacrifici alle immagini della moltitudine disposta per classi nei templi degli dèi eminenti; accresci i colpi su questi maledetti adoratori dell’Eterno; castigali, moltiplica le disgrazie su questi pastori di greggi, brucia le loro dimore. 

Rampsès, celeste capo genealogico, che imponesti il lavoro a questi ignobili, che li maltrattasti, che non li soccorresti nei loro bisogni, precipita nel mare questi viaggiatori stranieri che han fatto sì che la luna si arrestasse, trattenuta in un piccolo angolo al bordo dell’orizzonte e che, in un piccolo angolo al bordo dell’orizzonte, il sole stesso, che era nato di fronte al luogo dove se ne andava la luna in quel momento, differì di cambiare di posto e di traversare i cieli.  Nel mentre la luna riduceva la sua velocità e si abbassava lentamente, percorrendo un cammino esiguo, dall’altra parte, il grande dio (il sole) sospendeva la sua marcia, attenuando l’effetto estremo della sua luminosità, così come al punto del giorno. 

Contro i navigli, tanto quelli che erano sul posto che quelli che erano usciti dai porti, le onde del mare, riunite, si sono innalzate in un lungo muro d’acqua, sollevando di forza i pescatori usciti a osservare i flutti e inghiottendoli nell’acqua. Inoltre, nella grande regione delle praterie, una marea considerevolmente accresciuta si è avventata nei luoghi in cui passavano le mandrie, ne ha strappato il bestiame e l’ha annegato; la perdita è di più della metà delle mandrie del Basso Egitto. 
  

I resti di navigli abbandonati si mostrano nei luoghi, rovinati, sui bordi dei canali; le àncore che dovevano mantenerli nell’acqua, li hanno più stritolati che protetti. I mari, alzandosi oltre misura, sono entrati molto avanti nel Paese; l’espansione dell’acqua ha raggiunto i muri di cinta costruiti da Rampsès, il celeste capo genealogico; essa si è slanciata dai due lati della regione posteriore devastandola, sterilizzandovi i giardini, penetrando le dighe e producendovi delle aperture. Un grande Paese è stato reso povero e deserto; ciò che era stato seminato è stato orribilmente distrutto e cumuli di steli di cereali sono sul terreno”.
 

 Si tratta di una iscrizione datata dell’anno VI di Rampsinitès, chiamato anche Ramesse III, il quale, dopo essere stato associato a suo padre Kithnoia, regnò da solo dal 1191 al 1160 a.C..
Essa – come continua a spiegare in maniera esauriente Fernand Crombette – è una testimonianza pagana di un popolo che odiava gli ebrei, legata al miracolo di Giosué: ‘Fermati o sole!’, che non si tradusse in quell’apparente arresto del sole, posto che le teorie scientifiche da Galileo in poi dicono che è la Terra che girerebbe intorno al sole, ma in una impressione ottica derivante da un rallentamento lento e progressivo di qualche ora del movimento di rotazione giornaliera della Terra su se stessa.
Ciò con buona pace di coloro ai quali accennavo prima che non credono alle ‘catastrofi’ e di coloro che non credono ai miracoli di Dio ma credono a quello ben maggiore che l’Universo materiale si sia creato da sé e che la vita sia nata da sé.

  Il fatto – con le spiegazioni scientifiche di Fernand Crombette – è ampiamente da me trattato altrove in maniera molto più approfondita con particolare riferimento proprio a quel biblico ‘Fermati o sole!’ di Giosué.7
Qui nell’economia di queste poche pagine è sufficiente sapere che all’epoca di quell’evento catastrofico gli ebrei di Giosuè, impegnati nella conquista della ‘Terra promessa’, avevano abbandonato l’Egitto da qualche decennio lasciando però negli egiziani, a causa delle famose piaghe d’Egitto e dell’evento delle acque del Mar Rosso che avevano distrutto parte dell’esercito faraonico lanciatosi al loro inseguimento, un retaggio di odio indescrivibile.

  Il testo decrittato da F.Crombette ci illustra una vera e propria implorazione ai loro dei pagani di una maledizione di quel popolo ebraico definito sprezzantemente ‘maledetto adoratore dell’Eterno’.
Quell’evento – provocato, come quello contestuale in Florida, dal rallentamento della rotazione terrestre che per inerzia avrebbe provocato una planetaria ondata marina di flusso con invasione delle terre, e poi di deflusso al ristabilirsi di un progressivo lento ripristino della originaria velocità di rotazione – sconvolse tutto il mondo producendo tuttavia effetti relativamente controllati in quel bacino sostanzialmente chiuso che è il Mare Mediterraneo.

  Quella descrizione delle onde del mare che si abbattono sulla costa, travolgono sulle rive le popolazioni rimaste attonite a guardare senza capire l’inizio del fenomeno, squassano imbarcazioni, penetrano nell’interno, abbattono case, distruggono uomini e animali, salinizzano le campagne, tanto da indurre il Faraone ad esentare dal pagamento dell’imposta le popolazioni sinistrate come faremmo anche noi oggi in caso di calamità, è esattamente la fotografia dello Tsunami asiatico che ci hanno mostrato quelle immagini televisive di qualche anno fa che sono ancora impresse nei nostri occhi.

1 Vedi ‘Il Segno del soprannaturale’, numeri 197 e 198 del novembre e dicembre 2004: ‘Se Dio esiste ed è buono, perché allora consente ingiustizia, dolore e morte e non distrugge il Male?’
2 Vedi di Y.Germain ‘L’ecole neutre est-elle possible?’ in ‘Science et Foi’ (CESHE-FRANCE) n° 36, 1995
3 Guido Landolina: ‘Alla ricerca del Paradiso perduto’ – Cap. 28: ‘Ancora sugli uomini-scimmia e sul perché del Diluvio’ – Ed. Segno, 1997 oppure sito internet dell’autore: www.ilcatecumeno.net
4 De Charency, ‘Tradition américaines sur le dèluge’, rivista americana, IIa serie, n° 2 – pag. 88-98; citato da Gaffarel, ‘Rapports de l’Amèrique et de l’ancienne civilisation’, pag. 25.
5‘Les traditions de l’humanitè’, pag. 321, Costenau, Tournai, 1862
6 Fernand Crombette: ‘Libro dei nomi dei re d’Egitto’, Vol. X (Ceshe- France), opera, questa, non ancora disponibile nella traduzione italiana ma in possesso del Ceshe-France.

Fernand Crombette: Francese, nato nel 1880 a Loos, Francia, morto sconosciuto nel 1979 a Tournai, Belgio. Volle rimanere sconosciuto al mondo firmando le sue Opere sotto il nome di ‘Un cattolico francese’. Vero e proprio genio multidisciplinare, autore di opere storiche e scientifiche di straordinario interesse (16.000 pagine in 38 volumi e 2 Atlanti), egli volle erigere un ponte fra la Fede cattolica ed una scienza rinnovata, in perfetto accordo con la Bibbia. Le sue principali opere riguardano la geografia della terra dei primordi, prima e dopo il Diluvio universale, la preistoria con i primi discendenti di Adamo e quelli dopo il Diluvio, la cronologia e le storie dei popoli dell’antichità mediterranea, una nuova visione dell’Astronomia. Genio o ispirato? Oppure, Genio ispirato? Non sappiamo. Le sue scoperte sono il frutto di un nuovo metodo di decrittazione dei geroglifici che gli ha permesso di ricostruire in maniera convincente e coerente la vera storia degli Egizi, dei Cretesi, degli Ittiti, servendosi principalmente dei cartigli reali che questi popoli ci hanno lasciato, come pure la reale origine storica di tanti ‘racconti mitici’ e di tante scoperte ‘tecnologiche’ e scientifiche dell’antichità che ancor oggi non ci sappiamo spiegare. Sul finire dei suoi studi egli scoperse che il copto (lingua degli egiziani e dunque di Mosè) avrebbe aiutato a comprendere meglio la Bibbia. Da qui una traduzione con l’aiuto del copto dei primi undici capitoli della Genesi. Il ‘Cercle d’Etudes scientificques et historiques (CESHE)’ é un Circolo internazionale di studiosi multidisciplinari che diffonde nel mondo la conoscenza delle opere di F. Crombette, approfondendo con ulteriori studi le sue scoperte. Per la traduzione dal francese e la diffusione delle opere dell’illustre personaggio, il CESHE é rappresentato in Italia da Rosanna Breda. Le numerose opere già tradotte in italiano sono leggibili e liberamente scaricabili dal Sito internet: http://digilander.libero.it/crombette/. Le altre, ancora in testo francese, possono essere trovate sul Sito: http://www.ceshe.fr/

7 Di Guido Landolina, vedi l’opera appena uscita alle stampe con Edizioni Segno: ‘La Genesi biblica fra scienza e Fede’- Vol. I: ‘I sei giorni della Creazione, dal Big-bang al Peccato originale’, Cap. 5: ‘Fermati, o sole!’

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Category: Scienza e Fede

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