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29/06/2014 
Piazza san Pietro

PIAZZA SAN PIETRO

Nel 2013 raccolti 78 milioni di dollari, contro i 65,9 ricevuti l'anno prima

REDAZIONE
ROMA

C'è stato un «effetto papa Francesco» anche nella raccolta dell'Obolo di San Pietro, l'offerta che ogni anno tutti i cattolici del mondo sono invitati a fare per aiutare le opere di carità del vescovo di Roma. Nonostante il perdurare della crisi economica la somma raccolta nel 2013 ha superato i 78 milioni di dollari contro i 65,9 ricevuti l'anno prima. Lo rivela, in un'intervista ad Avvenire, l'arcivescovo Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, l'ecclesiastico che sovrintende alla prima sezione di questo dicastero vaticano, quella  che storicamente ha il compito gestire, alle dirette dipendenze del Papa, l'Obolo.

Negli ultimi anni si è registrato, anche per la perdurante crisi economica, una diminuzione delle somme raccolte. Nel 2009 era stato di 82,5 milioni di dollari e nel 2010 di 67 milioni. Nel 2011 si era risaliti a 69,7 milioni di dollari, ma l'anno successivo l'Obolo è sceso a poco meno di 66 milioni.

Nel 2013, invece, spiega mons. Becciu, «abbiamo registrato una ripresa significativa. I dati non ancora definitivi al centesimo ci dicono che ci dovremmo attestare sui 78 milioni».

«La crisi economica non è certamente venuta meno – aggiunge l'arcivescovo a proposito dei motivi dell'incremento -. Ritengo quindi che ci troviamo davanti ad un `effetto´ papa Francesco. Il Pontefice ha, per così dire, risvegliato i fedeli cattolici, ha suscitato un particolare entusiasmo che li ha portati evidentemente ad essere più generosi e disponibili a contribuire alle necessità della Chiesa universale».

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