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Martedì 19 Novembre 2013   

(Adnkronos) – Per questo motivo Ferrua invitava Paolo VI a non proclamare come vera reliquia di San Pietro quelle ossa, ma piu' semplicemente gli suggeriva di scegliere ''una dicitura niente impegnativa'': come, ad esempio, quella di reliquie degli antichi cristiani ritrovate vicino alla tomba dell'apostolo.

Benelli chiese alla Guarducci un contro-memoriale a quello di Ferrua da sottoporre a Paolo VI: nel documento (anche questo pubblicato per la prima volta) l'archeologa respingeva tutte le illazioni e i sospetti del gesuita, portando anche le prove di quanto da lei sostenuto circa l'autenticita' delle reliquie. E sulla base delle argomentazioni dell'archeologa, il Papa decise ufficialmente per la veridicita' del ritrovamento.

La notizia dell'imminente uscita del libro ''Le chiavi sulla pietra'' ha provocato la reazione di padre Ferrua, oggi novantaquattrenne, il quale ha definito ''indelicata'' la pubblicazione degli inediti carteggi. Ma non solo: il gesuita dell'Istituto di archeologia cristiana ha ribadito all'Adnkronos che ''non c'e' nessun motivo per ritenere le ossa rinvenute sotto la basilica vaticana come quelle di Pietro. In quella cassetta che noi trovammo durante gli scavi degli anni Quaranta non c'erano resti umani. Evidentemente siamo di fronte ad una montatura: sono state prese ossa da un'altra parte e poi si e' voluto attribuirle all'apostolo''. Il gesuita ha ricordato, inoltre, che sul tavolo da lavoro di Paolo VI c'era una teca con una reliquia dove si leggeva ''Si dice che siano ossa di San Pietro''.

 

http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1995/04/27/Altro/VATICANO-RELIQUIE-DI-SAN-PIETRO-E-DI-NUOVO-GIALLO-2_131400.php

 

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