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 28.12.2014

   

Le famiglie numerose da Papa Francesco

(©LaPresse)

(©LAPRESSE) LE FAMIGLIE NUMEROSE DA PAPA FRANCESCO

Udienza alla associazione nata all’epoca di Paolo VI nel giorno della festa della Santa famiglia. E ricorda le famiglie gravate dalla disoccupazione

IACOPO SCARAMUZZI
CITTÀ DEL VATICANO

 

La costituzione italiana «chiede un particolare riguardo per le famiglie numerose», ma «questo non trova adeguato riscontro nei fatti» e pertanto serve «una maggiore attenzione della politica e degli amministratori pubblici». Così Papa Francesco nell’udienza dedicata straordinariamente di domenica alla associazione Famiglie numerose in occasione della odierna festa della Santa famiglia. Jorge Mario Bergoglio ha ricordato, in particolare, la questione della «denatalità» italiana e il problema della disoccupazione che grava su molte famiglie.

«Cari genitori, vi sono grato per l’esempio di amore alla vita, che voi custodite dal concepimento alla fine naturale, pur con tutte le difficoltà e i pesi della vita, e che purtroppo le pubbliche istituzioni non sempre vi aiutano a portare», ha detto il Papa, che poi, riecheggiando i discorsi introduttivi, ha proseguito: «Giustamente voi ricordate che la Costituzione Italiana, all’articolo 31, chiede un particolare riguardo per le famiglie numerose; ma questo non trova adeguato riscontro nei fatti. Resta nelle parole. Auspico quindi, anche pensando alla bassa natalità che da tempo si registra in Italia, una maggiore attenzione della politica e degli amministratori pubblici, ad ogni livello, al fine di dare il sostegno previsto a queste famiglie. Ogni famiglia è cellula della società, ma la famiglia numerosa è una cellula più ricca, più vitale, e lo Stato ha tutto l’interesse a investire su di essa!». In questo senso, «ben vengano – ha proseguito Bergoglio – le famiglie riunite in associazione, come questa italiana e come quelle di altri Paesi europei, qui rappresentate, e ben venga una rete di associazioni familiari capace di essere presente e visibile nella società e nella politica» e «ben vengano anche i movimenti ecclesiali, nei quali voi membri delle famiglie numerose siete particolarmente presenti e attivi), ha detto citando, in particolare, la «bella notizia» che «proprio a Nazareth si sta realizzando una casa per le famiglie del mondo che si recano pellegrine là dove Gesù è cresciuto in età, sapienza e grazia. Prego in particolare – ha poi aggiunto Francesco – per le famiglie più provate dalla crisi economica, quelle dove il papà o la mamma hanno perso il lavoro, – e questo è duro – dove i giovani non riescono a trovarlo; le famiglie provate negli affetti più cari e quelle tentate di arrendersi alla solitudine e alla divisione».

Jorge Mario Bergoglio ha iniziato il discorso, pronunciato – prima dell’Angelus – alle 11.30 in aula Paolo VI, davanti a 3.500 tra genitori e bambini, con una battuta: «Ditemi: a che ora vi siete alzati oggi? Alle 6? Alle 5? E non avete sonno? Ma io con questo discorso vi farò dormire!». Presenti all’udienza mons. Vincenzo Paglia, presidente del pontificio consiglio per le Famiglie («Specialista nel fare queste cose», ha chiosato il Papa), mons. Francesco Beschi, vescovo di Bergamo, in passato ausiliare di quella Brescia dove l’associazione è nata all’epoca di Paolo VI, che per primo la ricevette in Vaticano nel 1963, e il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario del sinodo. «La società sta bene, se la famiglia sta bene», aveva detto alla Radio vaticana il presidente – assieme alla moglie Raffaella – dell’associazione, Giuseppe Butturini. «La famiglia sta bene, se la coppia sta bene. Quando la coppia sta bene? Quando ogni giorno si scambiano gli anelli e si accettano così come sono, non come l’uno vorrebbe che l’altro fosse».

« Un figlio è un miracolo che cambia una vita», ha detto il Papa. «Voi, bambini e bambine, siete proprio questo: ognuno di voi è frutto unico dell’amore, venite dall’amore e crescete nell’amore. Siete unici, ma non soli! E il fatto di avere fratelli e sorelle vi fa bene: i figli e le figlie di una famiglia numerosa sono più capaci di comunione fraterna fin dalla prima infanzia. In un mondo segnato spesso dall’egoismo, la famiglia numerosa è una scuola di solidarietà e di condivisione; e questi atteggiamenti vanno poi a beneficio di tutta la società», ha sottolineato il Pontefice argentino, che poi, rivolgendosi ai figli, ha detto: «Voi, bambini e ragazzi, siete i frutti dell’albero che è la famiglia: siete frutti buoni quando l’albero ha buone radici – che sono i nonni – e un buon tronco – che sono i genitori». Per questo, ha detto ancora, «è molto importante la presenza dei nonni: una presenza preziosa sia per l’aiuto pratico, sia soprattutto per l’apporto educativo. I nonni custodiscono in sé i valori di un popolo, di una famiglia, e aiutano i genitori a trasmetterli ai figli. Nel secolo scorso, in tanti Paesi dell’Europa, sono stati i nonni a trasmettere la fede: loro portavano di nascosto il bambino a ricevere il battesimo e trasmettevano la fede». La presenza delle famiglie numerose «è una speranza per la società», ha detto il Papa.

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