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SANTI ARCANGELI  MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE

COME ONORARE I SANTI ARCANGELI

I tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele sono esplicitamente nominati nella Sacra Scrittura, che ne spiega la funzione. Michele è il capo delle schiere celesti, Gabriele il messaggero e Raffaele la guida dei viandanti. Michele in particolare ha un culto fin dai primi secoli di storia del cristianesimo. L'imperatore Costantino in suo onore erige un santuario sulle rive del Bosforo, in terra europea, mentre Giustiniano ne edifica un altro sulla sponda opposta. La data del 29 settembre ricorda la consacrazione della chiesa dedicata nel V secolo a Michele al sesto miglio della via Salaria. La festività si diffonde presto in Occidente e in Oriente. A Roma gli viene dedicato il celebre mausoleo di Adriano, conosciuto ormai col nome di Castel Sant'Angelo.

 

DAL VANGELO DI GIOVANNI (1,47-51)

 

In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità» . Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?» . Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo».
 

 

SAN GABRIELE ARCANGELO E LA SUA RELAZIONE CON LA SANTA CASA DI LORETO

Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli,

potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola.

(Sal. 103,20)

 

Nella Liturgia odierna gli angeli vengono chiamati cooperatori del disegno di salvezza e sono al servizio di Dio e del Figlio dell'uomo, di Gesù Cristo.

Il Vangelo di oggi, infatti, dice: «Vedrete i cieli aperti e gli angeli di Dio salire a scendere sul Figlio d'uomo». Queste parole di Gesù fanno chiaramente conoscere come gli angeli sono al servizio del Figlio dell'uomo, di Gesù Cristo stesso. La Liturgia perciò purifica il nostro culto, rivolgendolo a colui cui esso è dovuto. La nostra lode, la nostra adorazione, infatti, non è rivolta ai santi, nemmeno quando si tratta degli angeli o degli arcangeli. La nostra lode e il nostro culto vanno indirizzati solo a Dio e al Figlio suo Gesù Cristo. Gli angeli sono solo servitori suoi, che Dio, nella sua immensa bontà, mette anche al servizio di noi uomini.

Che cos'è che ci insegna, perciò, questa festa di oggi, che cos'è che impariamo oggi dai Santi Arcangeli?

San Michele ci insegna il «Chi è come Dio?». E’ l’Arcangelo che insorge contro Satana e i suoi angeli ribelli, è il difensore degli amici di Dio e il protettore del suo popolo. San Michele ci insegna che solo Dio importa, che solo Lui è il Signore della nostra vita, a Lui solo dobbiamo dare la nostra obbedienza e la nostra gloria.

San Gabriele, il cui nome significa “Forza di Dio”, è uno degli spiriti che stanno davanti a Dio, rivela a Daniele i segreti del piano di Dio, annuncia a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista e a Maria Vergine quella di Gesù.

San Raffaele, il cui nome significa “Dio ha guarito”, è fra i sette angeli che stanno davanti al trono di Dio, e leggiamo nella Bibbia come egli accompagnò e custodì Tobia nelle peripezie del suo viaggio e gli guarì il padre cieco.

Mentre San Michele è particolarmente onorato sul Monte Gargano, nel Santuario di Monte Sant’Angelo, “luogo della sua presenza”, San Gabriele dovrebbe essere onorato (mentre poco o per nulla lo è!) nella Santa Casa di Nazareth, che Dio – per il ministero degli stessi angeli – ha voluto trasportare “miracolosamente” in luoghi lontani da Nazareth, per preservarne la reliquia, e collocarla – dopo “traslazioni miracolose in vari luoghi” – su una collina disabitata ove poi sorse la cittadina di Loreto, presso Ancona.

Se si può dire che San Michele Arcangelo, sul nostro piccolo pianeta Terra, predilige e dona le sue grazie dal luogo scelto del Monte Gargano, si deve anche pensare che, tra tutti i luoghi del pianeta Terra, San Gabriele Arcangelo ama e predilige in un modo unico e particolare la Santa Casa di Loreto, che è la Santa Casa di Nazareth ove egli portò l’annunzio dell’Incarnazione del Verbo a Maria e ove fu presente in quell’istante sublime del “concepimento miracoloso” e dell’Incarnazione del Figlio di Dio in Maria Vergine, che unì Cielo e Terra, rendendo “visibile” agli uomini il Dio “invisibile”.

Chi si reca nella Santa Casa di Loreto, vi venera giustamente la Vergine Maria , che fra quelle Sacre Pareti vi fu concepita Immacolata, vi nacque e vi ricevette quell’annuncio angelico dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Tuttavia ben pochi si ricordano di onorare anche “la presenza” di quell’Arcangelo che fra quelle Sacre Pareti portò a Maria quell’annuncio divino, che ha cambiato la storia dell’umanità: “L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». (Lc.1,26-33).

A Loreto, dunque, dovrebbe essere onorato in un modo speciale anche l’Arcangelo Gabriele, come anche tutti quegli angeli che “popolano” quel Santuario, unico al mondo. E’ celebre, al riguardo, “la visione” di San Giuseppe da Copertino, nel suo arrivo ad Osimo, il 10 luglio 1607. Egli, nel vedere la cupola del Santuario Lauretano, diede in un alto grido ed esclamò: “Oh Dio! Che cosa è mai quella che io vedo! Quanti Angeli vanno e vengono dal Cielo! Non li vedete? Guardate come scendono di lassù carichi di grazie e tornano a prenderne delle altre! Ditemi che luogo è quello?”. E rispostogli che quello era il Santuario entro cui si venerava la Santa Casa di Nazareth, prostratosi, tornò ad esclamare: “Non è meraviglia, allora, che colà discendono in gran numero gli Angeli del Paradiso, se ivi ad incarnarsi discese il Signore del Paradiso. Guardate ed ammirate come colà piovano le misericordie Divine! Oh felice luogo! Oh luogo beato!”. E così dicendo, fissò gli occhi verso la Santa Casa, e poi con un veloce “volo” andò a “posarsi” su un mandorlo (e, si potrebbe dire, quasi come “copia” e “divina riattualizzazione dimostrativa” della “verità” del “volo” e del “posarsi”in tanti luoghi della Santa Casa!). Il volo e l’estasi furono interrotti solo dal Padre Segretario Generale che, insieme con altri confratelli, era lì presente e comandò “per obbedienza” al Santo di rientrare in sé… 

Dalla straordinaria “testimonianza” del “miracoloso” “volo” e del “miracoloso” “posarsi su un mandorlo di San Giuseppe da Copertino e dalla sua stupìta e ingenua “rimostranza” (“Quanti Angeli vanno e vengono dal Cielo! Non li vedete? Guardate… Guardate ed ammirate”!), sembra di poter cogliere una “riattualizzazione” nel Nuovo Testamento dell’antico sogno di Giacobbe: (Giacobbe) Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa” (Gen.28,12). Sembra anche di riudire il rimprovero divino (“quasi” “rivolto” a tutti noi): “Sordi, ascoltate, ciechi, volgete lo sguardo per vedere” (Is.42,18). Ma purtroppo, afferma la Parola di Dio, “i suoi guardiani sono tutti ciechi, non si accorgono di nulla…” (Is.56,10); e tornano alla mente allora le severe parole di Gesù ai farisei: “Alcuni dei farisei che erano con lui … gli dissero: «Siamo forse ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane»” (Gv.9,40-41)… Come c’è “davvero” da “temere” per tutti noi!…

Non si dovrebbe perciò “attestare” e “proclamare” “a voce alta” dal Santuario Lauretano anche questo “miracolo” incontestabile di San Giuseppe da Copertino (quasi divina “prova dimostrativa” della “verità” del “volo” e del “posarsi” della Santa Casa) e questo “numero grande” e “biblico” di Angeli che vanno e vengono dal Cielo?… Ed anche queste “grazie” che (letteralmente) “piovono” sulla Santa Casa se vengono richieste con fede?… Lo attesta un Santo straordinario! Proprio il “santo dei voli” (così come “venne” “in volo” la Santa Casa !). Ciò che vedeva San Giuseppe da Copertino è la realtà “invisibile” di “ogni giorno”, di “ogni ora”, sul Santuario Lauretano, assai più “reale” di ciò che è “visibile”, e che avviene “davvero” sul Luogo Santissimo della Santa Casa!…

Viene perciò da dire: quante “grazie” vengono “impedite” od “ostacolate” nel “non vedere” e addirittura nel “misconoscere” – da parte di “cattolici” – la realtà della “miracolosa traslazione” della Santa Casa?…

In una Sezione del Sito www.lavocecattolica.it (all'indirizzo Internet diretto: www.lavocecattolica.it/santacasa.htm), e nel Sito Televisivo TELE MARIA (www.telemaria.it) vengono periodicamente pubblicate (o trasmesse televisivamente) tutte le documentazioni storiche, archeologiche, scientifiche, le approvazioni dei Papi e le rivelazioni mistiche dei Santi, attestanti “ LA VERITA ’ STORICA DELLE MIRACOLOSE TRASLAZIONI DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO” e “le prove” “dimostrate” delle “falsificazioni” e “false interpretazioni” di “un falso trasporto umano”, che non c’è mai stato, “… affinché per l’incuria degli uomini, che di solito offusca anche le cose più insigni, non sia cancellato il ricordo di un fatto così meraviglioso…”, come scrisse il Beato Giovanni Battista Spagnoli nel “riportare” (dalle antiche documentazioni) la storia delle “miracolose traslazioni” della Santa Casa di Nazareth.

Santi Michele, Gabriele e Raffaele: pregate per noi!

Prof. GIORGIO NICOLINI

 

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