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29/12/2013 

Papa Francesco all'Angelus

PAPA FRANCESCO ALL'ANGELUS

Angelus dedicato all'accoglienza dei migranti. "Le famiglie valorizzino anziani, bimbi e loro ruolo sociale", raccomanda il Papa

GIACOMO GALEAZZI
CITTA' DEL VATICANO

"Verso i migranti non c'è accoglienza", ma "chi respinge i profughi dimentica che lo è stato anche Gesù", avverte Francesco. Inoltre il Papa lancia l'appello affinché le famiglie vivano in semplicità e abbiano coscienza del loro ruolo". Dunque, "no agli anziani esiliati nelle loro stesse famiglie".

Guardando alla santa Famiglia di Nazareth «nel momento in cui è costretta a farsi profuga, pensiamo al dramma di quei migranti e rifugiati che sono vittime del rifiuto e dello sfruttamento, della tratta delle persone e del lavoro schiavo», Francesco all'Angelus ha definito «legittime» le loro «aspettative», anche quando «si scontrano con situazioni complesse e difficoltà che sembrano a volte insuperabili». «In terre lontane, anche quando trovano lavoro, non sempre – ha denunciato – i profughi e gli immigrati incontrano accoglienza vera, rispetto, apprezzamento dei valori di cui sono portatori».

«Sulla via dolorosa dell'esilio, in cerca di rifugio in Egitto, Giuseppe, Maria e Gesù sperimentano la condizione drammatica dei profughi, segnata da paura, incertezza, disagi», ha riaffermato. «Purtroppo – ha detto – ai nostri giorni, milioni di famiglie possono riconoscersi in questa triste realtà». E «quasi ogni giorno la televisione e i giornali danno notizie di profughi che fuggono dalla fame, dalla guerra, da altri pericoli gravi, alla ricerca di sicurezza e di una vita dignitosa per sé e per le proprie famiglie».

Secondo Papa Bergoglio, «la fuga in Egitto a causa delle minacce di Erode ci mostra che Dio è là dove l'uomo è in pericolo, là dove l'uomo soffre, là dove scappa, dove sperimenta il rifiuto e l'abbandono; ma è anche là dove l'uomo sogna, spera di tornare in patria nella libertà, progetta e sceglie per la vita e la dignità sua e dei suoi familiari».  Dio ha voluto nascere in una famiglia umana, ha voluto avere una madre e un padre, come noi», ha ricordato il Papa all'Angelus, nel giorno in cui la Chiesa festeggia la Santa Famiglia.

Per l'occasione il Papa ha composto una preghiera per la famiglia, e piazza San Pietro si è collegata con la basilica dell'Annunciazione a Nazaret, con la Sagrada Familia di Barcellona e con Madrid. «Semplicità» di vita e «presa di coscienza della importanza» che le famiglie «hanno nella Chiesa e nella società». Il Papa ha ripetuto le tre parole, «permesso, scusa, grazie», che propone sempre come segreto per la riuscita di una famiglia. Ha poi invitato la piazza a ripetere insieme ad alta voce le tre parole. Il Pontefice ha sottolineato la «semplicità della vita» che la famiglia di Gesù «conduce a Nazareth. È un esempio – ha rilevato – che fa tanto bene alle nostre famiglie, le aiuta a diventare sempre più comunità di amore e di riconciliazione, in cui si sperimenta la tenerezza, l'aiuto vicendevole, il perdono reciproco. Ma vorrei anche incoraggiare le famiglie a prendere coscienza dell' importanza che hanno nella Chiesa e nella società. L'annuncio del Vangelo, infatti, passa anzitutto attraverso le famiglie, per poi raggiungere i diversi ambiti della vita quotidiana».

Dunque il Papa, dopo aver ricordato la condizione delle famiglie profughe, delle vittime della «tratta» e del "lavoro schiavo" ha invitato a pensare  «anche agli "esiliati"che possono esserci all'interno delle famiglie stesse: gli anziani, per esempio, che a volte vengono trattati come presenze ingombranti. Molte volte – ha commentato – penso che un segno per sapere come va una famiglia è vedere come si trattano in essa i bambini e gli anziani». Infatti «Gesù ha voluto appartenere ad una famiglia che ha sperimentato queste difficoltà, perché nessuno si senta escluso dalla vicinanza amorosa di Dio. La fuga in Egitto a causa delle minacce di Erode ci mostra che Dio è là dove l'uomo è in pericolo, là dove l'uomo soffre, là dove scappa, dove sperimenta il rifiuto e  l' abbandono; ma Dio è anche là dove l'uomo sogna, spera di tornare in patria nella libertà, progetta e sceglie per la vita e la dignità sua e dei suoi familiari»

"Quello dell'accoglienza è un tema universale e caratteristico del pontificato di Francesco- osserva il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi-. Il suo richiamo è rivolto a tutti i paesi del mondo. Anche quando il Papa è andato a Lampedusa lo ha fatto per manifestare concretamente un atteggiamento nei confronti del problema dei profughi in una prospettiva ampia e generale".

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