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Ritorno al primo amore

 di José Octavio Ruiz Arenas – Arcivescovo segretario del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione

La nuova evangelizzazione non consiste nell’annuncio di un messaggio nuovo, diverso da quello di sempre, e neppure nella semplice utilizzazione di nuove strategie o di metodi nuovi e chiassosi per attirare la gente. In realtà si tratta di tornare al “primo amore” del quale ci parla il Libro dell’Apocalisse, quando rimprovera la Chiesa di Èfeso. La nuova evangelizzazione deve essere orientata a far sì che l’uomo e la donna di questa società secolarizzata tornino a vivere l’allegria della presenza e della vicinanza dell’amore di Dio nelle loro vite. Si tratta di ritornare alla freschezza del Vangelo, e farsi sorprendere e meravigliare dalla parola stessa di Gesù, come avvenne quando Egli iniziò la sua vita pubblica, e la gente che lo ascoltava si chiedeva “Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità”, e si meravigliava dei gesti compiuti da Gesù (cfr. Marco, 1, 27). Le sue parole erano non soltanto nuove, ma anche efficaci. La novità non era solo nel suo modo di parlare, o di fare, ma nella persona stessa di Gesù: il Verbo di Dio fatto carne, l’irruzione di Dio nella nostra esistenza. Pertanto, Egli è sempre nuovo per tutta l’umanità e, attraverso la grazia dello Spirito Santo, le sue parole sono sempre attuali.

La novità allora dobbiamo cercarla in primo luogo nel Vangelo stesso annunciato: è la “Buona Novella”, la proclamazione gioiosa de “l’avvento del regno di Dio da secoli promesso nella Scrittura” (Lumen gentium, 5). Per questo, quando Gesù nacque nell’umile presepe di Betlemme, l’angelo disse ai pastori: “Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore” (Luca, 2, 10-11). La Buona Novella è dunque l’annuncio del mistero pasquale di Cristo, della sua morte e resurrezione, che sin dal tempo degli apostoli la Chiesa ha annunciato con fedeltà a tutto il mondo.

(©L’Osservatore Romano 29 luglio 2012)

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